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Il Venerdì Santo
Il venerdì santo si
ha la rappresentazione della "Scesa della croce", nel sagrato
della Chiesa di San Francesco. Tale evento inizia con la
rappresentazione della crocifissione del Cristo. Alla sua destra viene
posto il simulacro della Madonna dentro il suo fercolo.Da qui
segue la Liturgia della Passione che culmina nella cosiddetta “calata
della testa” . Dopo che il predicatore infatti, annuncia la
morte di Cristo, un confrate della
congregazione dei miseremini, che cura l’evento, per mezzo di una cordicella
inclina il capo del Cristo in
croce. A fine liturgia il Cristo è posto nel letto funebre e
inserito dentro il fercolo. A questo punto ha inizio la processione alla
quale partecipano tutti i confrati delle congregazioni del
paese, che per l’occasione vanno in penitenza senza stendardi,
ognuno con una croce di legno, portando in testa una corona di
vimini ed al collo il “libano” (tradizionale fazzoletto in
stoffa colorata). Durante la processione i bambini e le bambine
cantano in tono lamentevole per la “via dei santi” una un’antichissima
litania locale così recitata:
“O madre Addolorata, Vergine dei dolori prega per noi miseri,
dolenti peccatori, cogli occhi pien di lacrime!”.
All’estremità del fercolo
del Cristo morto viene posta un grande palma alta circa 2
metri listata a lutto e resa in dono da più di cento
anni dalla famiglia Amato. Caratteristico è inoltre uno
stendardo che anticamente era portato in processione dal
contadino che aveva offerto la più grossa quantità di grano al
Signore e che oggi è trasportato da un confrate della
congregazione. Le offerte di prodotti agricoli attuate nel
passato sono state sostituite da quelle in denaro.
tratto da "la Pasqua a Misilmeri" di Marco Giammona |