|
 |

|
Padre Francesco
Cupani
Francesco Cupani è
uno dei più illustri botanici siciliani del 17° secolo. Nacque a
Mirto, in provincia di Messina, studiò medicina e divenne
francescano, quindi si dedicò completamente alla botanica, in
particolare allo studio della flora siciliana e fu allievo del
palermitano Silvio Boccone, pioniere della botanica in Sicilia.
Fu molto noto tra i contemporanei grazie ai contatti e scambi
epistolari con naturalisti e botanici di tutta Europa. Con il
supporto morale ed economico di Giuseppe del Bosco, principe
della Cattolica, creò nel 1692 a Misilmeri un vero e proprio
Orto botanico nel quale introdusse e coltivò sia piante esotiche
che specie spontanee della flora siciliana. Tra le sue opere, il
Pamphyton siculum, del 1713 e l'Hortus Catholicus, pubblicato
nel 1696, in cui descrive e illustra le piante dell'Orto di
Misilmeri.
|
|
 |
|
L'orto botanico di
Misilmeri ( 1692 - 1795 )
Il fondatore dell’Orto Botanico a Misilmeri fu l’ allora
Principe di Cattolica e Duca di Misilmeri Giuseppe Del Bosco.
Scopo principale di questo Orto Botanico fu di coltivare delle
erbe e delle piante rare, anche sotto le serre, per alleviare le
sofferenze fisiche della povera gente di Misilmeri. Per quell’epoca
era cosa rara questa istituzione umanitaria, tanto da diventare
molto celebre, da attirare l’attenzione di tutto li mondo civile
d’allora. Il primo botanico a curare le piante dell’orto fu
l’insigne Padre Francesco Cupani, incaricato dall’allora
principe di Cattolica, il quale grazie all’esperienza accumulata
lavorandovi ebbe materiale a sufficienza per analizzare ed
elencare tutte le piante dell’orto, e con queste informazioni
poté scrivere il suo capolavoro: l’Hortus Catholicus, un
trattato così efficiente che ancora oggi è riconosciuto come
testo universitario alla facoltà di Agraria. Grazie a lui l’orto
divenne famoso e illustre in tutta l’Europa, come dimostra la
visita del re Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1714, e le
corrispondenze tenute con tutti i più illustri primari botanici
e naturalisti di allora. Dopo Padre Cupani, chi prese la
direzione dell’Orto Botanico per ordine del Duca di Misilmeri fu
un certo Pietro Citrano, successivamente fu affidato al
sacerdote Francesco Scaglione che vi stette dal 1695 fino al
1717, esercitando il ministero sacerdotale ed occupando il suo
tempo libero ad aiutare il Cupani.
|
|
 |
|
....Alla
morte del Botanico Sac. Scaglione gli succede nella direzione
dell’orto Emanuele di Benedetto il quale con l’aiuto dei
familiari gestisce le sorti ormai precarie dell’orto.Nel
1755 compare l’ultimo direttore dell’orto, un certo Giovanni
Maria Lattini, con il quale l’orto riacquistò un po’ del suo
passato prestigio. Fu però l’ultimo guizzo di un bagliore che
ormai stava per spegnersi . Alla morte del Principe Giuseppe
Bonanno Filangieri nel 1779, sia per la lontananza da Misilmeri,
sia per la vedovanza della prima moglie, l’orto botanico
cominciò a risentirne e quando gli successe il figlio F. A
Bonanno Borromeo, il quale visse quasi sempre alla corte di
Napoli, a causa del suo stile di vita dispendioso e galante, ben
presto la famiglia si trovò a fare i conti con grossi guai
economici, e con essa anche l’orto botanico, che cominciò il suo
inesorabile declino. Nel 1795 fondatosi a Palermo l‘attuale Orto
Botanico, circa 2000 piante dell’orto botanico di Misilmeri ,
vennero trapiantate a Palermo, con delle vasche di marmo, sedili
di pietra d aspra, erborai ed altro materiale. Nel 1896 fu
collocata una lapide commemorativa a ricordo di questo primato
scientifico del Paese di Misilmeri, dietro la casa di Padre
Cupani, ormai scomparsa.
tratto da da "La storia di Misilmeri",1983 Mons.F.Romano)
|
|
 |
 |
 |
|